Liliam, una di noi

Liliam Altuntas e il suo libro “I girasoli di Liliam”. Foto di Luciana Spina.

Io so cosa significa nascondere una vita… una vita tutta sbagliata.

Nessuno la vuole sentire, a volte, neanche i familiari. Una che si droga, che ruba, che dice bugie costantemente, anche su chi ero…

Oggi posso dire chi veramente sono. Sono una donna nera, straniera, anche se per me il termine straniero non ha senso perché mangiamo tutti dallo stesso posto ed espelliamo tutti allo stesso modo. Mi ha pesato essere stata prostituta, una che andava da un letto all’altro con uomini diversi, a soddisfare le loro fantasie… Per tanto tempo sono stata obbligata, poi, ho continuato a farlo di mia volontà perché credevo che quella era la mia fine, morire sola, senza un amore vero…

Ma poi succede qualcosa dentro di te, ti dici aspetta… sono ancora viva, ci provo, voglio vedere se riesco… ma non è stato facile lasciare i vizi, le brutte abitudini… e poi devi continuare a scappare, a nascondere che sei stata una prostituta. Chi vorrebbe avere a che fare con una donna che ha avuto tanti uomini, che ha fatto tutte le cose orribili che ho fatto, che sono stata costretta a fare sin da piccola… Non è facile lottare contro la società se non hai lottato prima contro di te… devi capire che è necessario per te non avere paura, è necessario che tu parli, è necessario che tu capisca che sei vincente… sei venuta al mondo allora sei vincente… ad esempio, mia madre poteva abortirmi, invece sono qui… potrei essere morta, ho tentato molte volte il suicidio, sono saltata dal settimo piano ma sono qui… allora un motivo c’è.

E quanti uomini trovi che all’inizio è amore poi quando sanno la verità… tu sei una storia troppo pesante per loro, per i loro amici, per le loro famiglie e ti abbandonano… uno dopo l’altro.

Poi, anche i tuoi figli ti abbandonano perché tu hai dovuto nascondere la tua verità per lungo tempo e hai educato loro nel modo che la società voleva ma poi quando tu decidi di parlare loro non accettano…

A causa di tutto quel passato tremendo, di tutti quegli orrori, quegli sbagli, tutte le cose malfatte, anche perché non hai saputo gestire tutto, alla fine ti ritrovi da sola… Anche l’amore non ho saputo gestire… Ma con tutto questo, ora sono libera, posso parlare, posso riprovare, imparare e crescere…

Per una prostituta anche se legalizzata non ci sarà mai rispetto, guarda da quanti anni noi neri lottiamo contro il razzismo… E le persone grasse come me? Le persone ti vedono e dicono “”Oh! Mangi troppo. Perché non fai una dieta?” Secondo loro se siamo così è perché lo vogliamo e se dimagriamo troppo è sempre colpa nostra… Non si preoccupano di capire se, magari, hai un problema di salute. Lo stesso vale per un omosessuale o una lesbica, se loro sono felici perché deve essere un problema per te? Se non ti piace quello che vedi puoi guardare da un’altra parte…

Molti pensano che legalizzare la prostituzione come fosse un lavoro sia sufficiente per darle rispetto. No. Saremmo solo dei numeri dentro una cartella per pagare le imposte, un’assicurazione… ma noi vogliamo rispetto e quello non ci sarà perché rimarremmo sempre e comunque delle prostitute. Dalle scuole non manderanno qualcuno a fare gli stage in un bordello. Sarebbe solamente uno sfruttamento legalizzato, per il Governo, per quella città, continueremmo ad essere sfruttate sempre. Noi, quello che vogliamo è essere libere, avere opportunità, non che la violenza che subiamo venga legalizzata e chiamata “lavoro”, io darei opportunità di lavoro vero, di studio. Farei studiare chi vuole… io vorrei studiare, imparare, avere il diploma di terza media, fare un corso professionale, sviluppare quel dono che ho dentro per avere una professione. Quel dono che non conoscevo e che è emerso a mano a mano che mi riappropriavo della mia vita… Chi l’avrebbe mai detto che quella bambina che viveva per strada mangiando nei cassonetti, oggi prepara cibo e torte per altri? A volte non ci credo nemmeno io, quando finisco guardo il risultato e dico “L’ho fatto proprio io questo?”

Non è facile arrivare ma tutto dipende da noi e dalle opportunità che ci danno. Io ancora sono nella mia battaglia e ho imparato che solo la morte la può fermare.

Non arrendiamoci! E sogniamo! Perché più sogniamo e più Dio ci dà la forza di realizzare. Io sognavo questo, di essere sentita e amata… Bè, amata… per questo forse devo ancora fare un po’ di strada… o forse, è arrivato e io non l’ho capito, non so… Sognavo e sogno di avere una casa, senza la paura che qualcuno ti dica “vattene via”… Ci sono tante cose di cui vorrei parlare del mio passato, ad esempio, che avrei dovuto essere più coraggiosa… ma poi penso che che quello che è successo allora, mi ha portato qui oggi e allora mi dico che è tutto al suo posto. A volte ci sono dei sacrifici che bisogna fare e ringrazio Dio, la mia religione Candomblè e gli Orisà che sono viva, che sono ancora qui. E i miei sogni da realizzare che sono ancora tanti…

Ringraziamo Ruby Till dell’Associazione Iroko per la traduzione in inglese:

I know what it means to hide your past… a past full of mistakes.

Sometimes not even your family want to talk to you. Nobody wants to talk to someone who does drugs, who steals, who constantly tells lies, to hear about the person I was…

Today I can truly say who I am. I am a black woman, a foreigner, even though I don’t think the word ‘foreign’ makes sense, because we’re all made of the same stuff, we all have the same bodily functions. Being in prostitution has weighed heavily on me, being someone who went from one bed to another with different men, satisfying their fantasies… For a long time I was forced into it, and then I continued because I believed that I was destined to die alone, without knowing real love…

But then something happens inside you, you say to yourself ‘hold on… I’m still alive, I can try, I want to see if I can make it…’. But it wasn’t easy to give up my bad habits and addictions. And then you have to keep running away from it, keep hiding the fact that you’ve been a prostitute. Who would want to have anything to do with a woman who’s been with so many men, who’s done the awful things that I’ve done, that I’ve been forced to do since I was little… It’s not easy to contend with society if you haven’t first battled within yourself… You have to understand that you must not be afraid, it’s necessary to talk, you have to understand that you can win… You arrived in this world and so you are winning… For example, my mother could have had an abortion instead of giving birth to me, but I am here… I could be dead, and I’ve even attempted suicide on many occasions, I’ve thrown myself off the 7th floor, but I’m still here… There must be a reason.

How many men are out that love you in the beginning, but then when they find out the truth… your story is too difficult for them, for their friends, for their families, and they abandon you… one after another.

Then even your own children abandon you because you had to hide the truth for so long and you’ve brought them up and educated them in the way society wanted, but then when you finally decide to speak up they don’t accept it…

Because of that brutal past, all of those horrors, those mistakes, all of the things that you didn’t know how to cope with, you end up alone… I didn’t even know how to cope with love… But through all of this, I am now free, I can speak up, I can try again and learn and grow…

For a prostitute, even if it’s legal, there will never be respect. Look at how long black people have been fighting against racism… And fat people like me? People look at you and say ‘you eat too much. Why don’t you go on a diet?’. They think that if we look like this it must be because we want to, but then if we lose too much weight it’s our fault again… They don’t worry about whether you might have a problem with your health. It’s the same for gay people – if they’re happy, why should it be a problem for you? If you don’t like what you see, you can look the other way…

Many people think that legalising prostitution, as if it were a job like any other, would be enough to guarantee respect. No. We would just be numbers in a file to pay taxes, insurance… But we want respect, and we wouldn’t get it that way, because we would remain prostitutes forever. Schools won’t send students to do work experience in a brothel. It would just be legalised exploitation, for the government, for the council, we would continue to be exploited. What we really want is to be free, to have opportunities, not to see the violence that we endure legalised and called ‘work’. I would rather offer real job opportunities, the chance to study. I’d like to study, to learn, to have my high school diploma, to take a professional course, to develop my own skills into a career. Those skills that I didn’t know I had, and that I have slowly discovered as I’ve taken back control of my life… Who would ever have thought that that little girl who lived on the street and fished food out of dustbins, would today make food and cakes for other people? Sometimes even I can’t believe it, when I finish and I look at the result and I say ‘Have I really made this?’.

It’s not easy to get here, but it all depends on us and the opportunities that we are given. I’m still fighting my personal battle and I’ve realised that only death will stop me.

Let’s not give up! Let’s keep dreaming! Because the more we dream, the more God gives us the strength to make it reality. I dreamed of this, to be heard and loved… truly loved… maybe on this point I still have a way to go… or maybe it already found me and I didn’t realise, who knows… I dreamt and I dream of having a house, without the fear that someone could kick me out. There are many things from my past that I’d like to talk about, like the fact that I should have been braver… but then I think that everything that happened brought me to where I am today and so I tell myself that everything is as it should be. Sometimes there are sacrifices to be made and I thank God, my Candomblè religion and the Orishas that are alive, that I’m still here. And I still have so many dreams to achieve….

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