Una legittima necessità

Questo pezzo era stato tradotto originariamente per Consumabili nel 2012. Ai tempi, erano due i blog di donne nella prostituzione in Irlanda che seguivamo: uno era The Prostitution Experience, la cui ideatrice, FreeIrishWoman, abbiamo poi scoperto essere Rachel Moran, che in seguito abbiamo conosciuto nel 2014 alla conferenza Feminism in London e di cui abbiamo recentemente tradotto l’importantissimo “Paid for” (Stupro a pagamento, Round Robin 2017). L’altro era proprio “Secret Diary of a Dublin Call Girl” [Diario segreto di una ragazza squillo di Dublino], blog che ospitava l’originale inglese di questo pezzo e che purtroppo non è più reperibile online. Dublin Call Girl è stata per 5 anni nell’industria del sesso e aveva creato un blog anonimo esattamente come Rachel per raccontare la verità sull’industria del sesso e smontare i falsi miti diffusi dalla lobby pro-prostituzione. La sua voce continua ad essere fonte di riflessioni taglienti e fondamentali per il dibattito, come lo era già ai tempi del suo blog. Il cosiddetto “diritto” a comprare sesso, ad esempio, dovrebbe essere al centro del dibattito ogni volta che anche solamente si nomina la prostituzione, e invece è incredibilmente quasi sempre un tema occultato.

Suzann Blac, The No Fuss, Methodical Rape (2003)

C’era questa faccenda di Annawas14 su twitter l’altro giorno e stavo facendo il mio accesso settimanale/mensile per curiosare su twitter quello stesso giorno. Non sapevo di questa faccenda, ma sono finita a guardare alcune delle cose dette.

Oh rete. Ti amo e ti odio nella stessa misura.

Una cosa che qualcuno aveva detto mi ha davvero irritata. Era qualcosa più o meno come: “Criminalizzare una legittima necessità nella comunità non è un beneficio per nessuno.” O qualcosa con questo significato. Una formula accattivante, devo dirlo.

Mi ha veramente, profondamente irritata.

Gli orgasmi non sono una legittima necessità. Mi è già capitato di fare questa puntualizzazione. Gli orgasmi sono il motivo per cui gli uomini incontrano le escort. Non ci vanno per la personalità attraente della prostituta o per la conversazione accattivante che può nascere o per l’atmosfera dell’ambiente in cui lei li accoglie. Ci vanno per fare sesso. Possono anche, incidentalmente, essere tristi, soli, patetici, qualsiasi cosa, ma ci vanno per fare sesso. Fine della storia. Possiamo per favore almeno superare questo punto, prima di tutto. Il sesso è il motivo per cui esiste la prostituzione. La prostituzione vende sesso. Gli uomini vogliono sesso.

Chiarito questo, sto presumendo che questa persona deve pensare che il sesso in sé sia una “legittima necessità”.

No.

Il sesso non è una necessità. Non è un diritto umano. Il cibo è una necessità. L’acqua è una necessità. Se non ci procuriamo cibo o acqua moriamo. Se non ci procuriamo sesso moriamo. Ah no aspettate, non è che moriamo, semplicemente si è frustrati. Poi ci si abitua. E se il sesso è una “legittima” necessità, che cos’è una “illegittima” necessità mi chiedo? E perché questa “necessità” è solo per gli uomini? Senz’altro se il sesso è una “necessità” allora anche le donne devono necessitarlo regolarmente, per non consumarsi, così come sembra che capiti agli uomini. Eppure in qualche modo il mercato di prostituti non sta esattamente decollando. Gli uomini non vengono recensiti. La misura e la forma del cazzo degli uomini non viene discussa. Questa è divertente. Voglio dire: se il sesso è una necessità, perché queste cose non succedono?

Non ho fatto sesso per un lungo, lungo periodo, e molto tranquillamente sto bene. Ho un desiderio sessuale assurdo ma in qualche modo, in qualche modo, tiro avanti. Ho delle amicizie – sia maschi che femmine – che non hanno fatto sesso per anni. Siamo ancora vivi. Nessuna di queste persone si è consumata. Nessuna ha attraversato una furia omicida o stupratrice o ha intrapreso comportamenti depravati. Tutti i nostri organi sessuali sono ancora lì. Niente è marcito o si è staccato o ha chiuso bottega.

Ho anche sentito di gente che quando non può far sesso fa qualcosa. Com’è che si dice… desiderano avere un orgasmo ma non hanno partner o trombamici o cosaltro.

Ah sì. Si masturbano.

Si procurano un orgasmo da sé. Lo so. Geniale. La gente lo fa ogni volta che si rende conto che la loro “necessità”, il “diritto umano” all’orgasmo non è soddisfatto. Pretendere che i bordelli siano un’ottima cosa perché provvedono alla “necessità” degli uomini (un orgasmo. Stiamo parlando di un orgasmo, forse due) è l’argomento più ridicolo che abbia mai sentito.

Ma chi ha scritto questo tweet non stava semplicemente dicendo che il sesso è una necessità, no. Stava dicendo che pagare per fare sesso sia in qualche modo una necessità. Neanche ho una risposta a questo. Fare sesso o averne bisogno è una cosa. Pagare per farlo è una cosa completamente diversa. È un maledetto hobby. È “divertirsi un po’ ” nella pausa pranzo prima di andare a casa dalle loro mogli.

Qualcuno sembra pensare che le prostitute salvino le “altre” donne dallo stupro. Trattenetemi. Immagino che queste persone credano anche che sia impossibile stuprare una prostituta. Che tipologia di donne ci sarà mai per “salvare” la prostituta dallo stupratore? Gli stupratori stuprano. Stuprano le nonne e le adolescenti e le prostitute e le proprie mogli. Stuprano le donne. Stupratori e uomini che sono sfortunati nel settore delle relazioni sessuali sono due cose parecchio diverse. Ma non entro in questo perché se lo faccio potrei davvero consumarmi alla fine.

E quale sarebbe questa “comunità” di cui parla? Una necessità legittima nella “comunità”. Come una sorta di “centro sessuale” con finalità etiche. È come se pensasse che il bordello di “Shameless” fosse una rappresentazione realistica della realtà. Dio mio. Riesco a pensare ad alcune “necessità legittime” in diverse comunità. Di cosa hanno bisogno le comunità? Integrazione, comunicazione, un senso di comunità, stato sociale, supporto sociale per i senzatetto e i tossicodipendenti, centri per la salute, centri sociali per bambini, polizia, sicurezza, facile accesso al sesso a pagamento…

Scherzo. Le comunità ovviamente non hanno bisogno di bordelli per svilupparsi. Che idea ridicola. Che idea offensiva. Si tratta di una parola accattivante per rendere la formula accattivante. Rimanda a gente che vive insieme e lavora insieme, si aiuta a vicenda, consiglia Alisha la polacca a un amico cliente perché lei è così amichevole e non richiede costi extra. È questo il tipo di comunità a cui si sta riferendo? Perché non ho mai fatto parte di una comunità che “necessitasse” di un accomodante bordello locale.

Che schifo.

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