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Donne, emigrazione e prostituzione in Europa: non si tratta di “sex work” di Anna Zobnina

Queste donne che femministe bianche e in una posizione di privilegio definiscono “sex workers” sarebbero sorprese di questa descrizione Occidentale e neo liberista di quello che fanno. Questo perchè la maggior parte delle donne migranti sopravvivono alla prostituzione così come si sopravvive ai disastri naturali, alle carestie o alla guerra. Non lavorano nella prostituzione. Molte di queste donne hanno titoli di studio e capacità che vorrebbero usare in quella che l’Unione Europa definisce la skill economies (l’economia che si basa/valorizza le sulle capacità), ma le restrittive leggi europee sul lavoro e le discriminazioni etniche e sessuali contro le donne gli impediscono di ottenere questi lavori.

Il mercato del sesso invece non è un posto insolito dove trovare le donne migranti in Europa. Mentre alcune di loro sono identificate come vittime di tratta o sfruttamento sessuale molte non lo sono. Sulle strade, nei centri massaggi, negli hotel, negli appartementi privati, negli strip club ci sono donne migranti che non soddisfano i criteri ufficiali per poter essere considerate vittime di tratta e quindi non hanno diritto a nessun tipo di aiuto.

Abolition means Love! Abolizionismo e relazioni

  Ringraziamo la psicoterapeuta e attivista Ingeborg Kraus che ci ha autorizzate a tradurre un suo intervento che si è tenuto alla Conferenza  sul mercato del sesso organizzata da TALITA il 2 ottobre 2017....

Prostituite: le schiave dei nostri tempi

Accade in ogni città e perfino nei paesi. È un fenomeno endemico di qualsiasi cultura o paese del mondo e tuttavia oggi giorno la giustifichiamo nel nome della “libertà sessuale”…

Da sostenitrice del “sex work” a sopravvissuta leader: storia di un percorso

Pubblichiamo l’intervista fatta dalla direttrice di CATW Taina-Bien Aime alla sopravvissuta e attivista sudafricana Nomode Mihlali Meji. Ringraziamo Taina per averci autorizzato a tradurre le parole di una donna che ha vissuto la violenza del razzismo e della prostituzione e che adesso lotta a fianco delle sue sorelle sopravvissute per mettere fine allo sfruttamento sessuale delle donne e delle bambine sudafricane.

Sabrina sopravvissuta alla prostituzione della Nuova Zelanda: la decriminalizzazione ha fallito, la soluzione è il Modello Nordico

Sabrina è una sopravvissuta alla prostituzione della Nuova Zelanda. Ha fatto parte del New Zealand Prostitutes Collective per 25 anni, ha seguito l’iter dell’approvazione del Prostitution Reform Act che ha depenalizzato completamente l’industria del sesso. Sabrina spiega come l’esperimento della depenalizzazione abbia fallito sotto tutti i punti di vista