Tag: abolizionismo

Seminario OSCE sui diritti dei bambini, “Bambini in situazioni di rischio”: le parole di Heaven

Essere una giovane in questa società è davvero spaventoso, forse per questo tanti adulti aspettano e riflettono sul mettere al mondo dei figli. Esistono milioni di pericoli a cui non possiamo sottrarli. La violenza è uno di questi. Ci sono paesi infatti, in cui i bambini nascono quasi soltanto per subire violenze da adulti eccitati principalmente dalla loro età, dalla loro innocenza. In un’ intervista a Roma, Lydia Cacho disse infatti che solo nel 2011 in Messico c’erano state circa 74.000 bambine stuprate, vendute o uccise. Nella mia infanzia sono stata disumanizzata per essere abusata e con il passare del tempo anche gli uomini che mi hanno comprata e usata l’hanno fatto, ma il fatto più atroce è stato che io stessa mi sono disumanizzata per riuscire ad accettare alcune pratiche e per sopportare me stessa. Essere una sopravvissuta non è mai semplice, non è semplice agli occhi della società e non è semplice ai propri occhi. Il senso di colpa che ti affibbi da sola è più doloroso dello sguardo di qualunque uomo.
So che nei paesi molto poveri i genitori addirittura vendono i propri figli, so che in alcuni paesi del mondo bambine vengono date in spose a uomini adulti. Ma soprattutto so che in Italia, come in altri luoghi, rispettabili padri di famiglia e mariti esemplari cercano ogni giorno video pornografici che ritraggono ragazze minorenni, e so che quando pronunciavo solo la parola “quattordici anni” il mio lavoro era già quasi finito e per me era una grande vittoria. Quegli uomini amano derubarci della nostra innocenza.

Donne, emigrazione e prostituzione in Europa: non si tratta di “sex work” di Anna Zobnina

Queste donne che femministe bianche e in una posizione di privilegio definiscono “sex workers” sarebbero sorprese di questa descrizione Occidentale e neo liberista di quello che fanno. Questo perchè la maggior parte delle donne migranti sopravvivono alla prostituzione così come si sopravvive ai disastri naturali, alle carestie o alla guerra. Non lavorano nella prostituzione. Molte di queste donne hanno titoli di studio e capacità che vorrebbero usare in quella che l’Unione Europa definisce la skill economies (l’economia che si basa/valorizza le sulle capacità), ma le restrittive leggi europee sul lavoro e le discriminazioni etniche e sessuali contro le donne gli impediscono di ottenere questi lavori.

Il mercato del sesso invece non è un posto insolito dove trovare le donne migranti in Europa. Mentre alcune di loro sono identificate come vittime di tratta o sfruttamento sessuale molte non lo sono. Sulle strade, nei centri massaggi, negli hotel, negli appartementi privati, negli strip club ci sono donne migranti che non soddisfano i criteri ufficiali per poter essere considerate vittime di tratta e quindi non hanno diritto a nessun tipo di aiuto.

Abolition means Love! Abolizionismo e relazioni

  Ringraziamo la psicoterapeuta e attivista Ingeborg Kraus che ci ha autorizzate a tradurre un suo intervento che si è tenuto alla Conferenza  sul mercato del sesso organizzata da TALITA il 2 ottobre 2017....

Donne come fenici: la rinascita nella sorellanza

Ci sono persone che vogliono convincerci del fatto che la prostituzione sia un lavoro come un altro, una specie di isola felice il bordello, in cui si guadagnano tanti soldi di notte e si fa la bella vita di giorno.

Prostituite: le schiave dei nostri tempi

Accade in ogni città e perfino nei paesi. È un fenomeno endemico di qualsiasi cultura o paese del mondo e tuttavia oggi giorno la giustifichiamo nel nome della “libertà sessuale”…

Rachel Moran, “Stupro a pagamento”: Prostituzione e pornografia

ll libro “Stupro a pagamento. La verità sulla prostituzione” tradotto dal nostro collettivo e di recente pubblicato da Round Robin rappresenta una novità assoluta e un testo fondamentale destinato a cambiare il dibattito italiano sulla prostituzione…