In sostegno del rapporto Honeyball

Il 26 febbraio 2014 il Parlamento Europeo ha approvato il rapporto di Mary Honeyball “Sfruttamento sessuale e prostituzione e loro conseguenze per la parità di genere”, che promuove il modello Nordico. Molte accademiche e accademici esperti di temi di genere hanno sostenuto il rapporto Honeyball, in un documento pubblico che traduciamo per sottolinearne l’importanza al di là dell’occasione specifica in cui è stato scritto.

Abastenia St. Leger Eberle, “The White Slave”


Scriviamo come rete globale di ricerca in sostegno della mozione di Mary Honeyball per una risoluzione sullo sfruttamento sessuale e la prostituzione e sul loro impatto sulla parità di genere (2013/21o3(INI)).

Lo facciamo sulla base di una profonda e sistematica competenza nella ricerca delle dinamiche della prostituzione e dell’industria del sesso, del traffico e della violenza contro le donne.

La nostra ricerca attinge all’evidenza contemporanea, all’indagine storica e filosofica, e fondamentalmente alla testimonianza delle sopravvissute al sistema prostituente. Molte di noi hanno lavorato direttamente con donne prostituite. Abbiamo contatti individuali e collettivi con un’ampia varietà di organizzazioni che lavorano per l’abolizione della prostituzione come istituzione di disuguaglianza di genere e di sfruttamento. Attingiamo tanto alla nostra evidenza basata sulla pratica, quanto ai nostri studi accademici, per sostenere con forza il rapporto Honeyball e la sua raccomandazione in favore dell’adozione del “modello nordico” come parte dell’approccio pan-Europeo alla prostituzione.

Crediamo che sia importante segnalare che la nostra posizione sulla prostituzione non è fondata su un approccio moralistico, o su qualche tipo di ostilità nei confronti delle donne che stanno nel sistema prostituente. E neppure la nostra posizione è collegata a considerazioni sul mantenimento dell’ “ordine pubblico”. Il nostro interesse è centrato sui diritti umani delle donne, per la tutela paritaria della dignità di tutte le donne, e per la fine di tutte le forme di subordinazione e di degradazione delle donne.

Il Rapporto Honeyball richiama l’attenzione su una serie di questioni chiave:

● l’asimmetria di genere dell’industria del sesso, e cioè, gli uomini sono la schiacciante maggioranza di coloro che comprano atti sessuali, e le donne e le ragazze coloro i cui corpi vengono comprati.

● i paesi dove l’acquisto di atti sessuali è stato criminalizzato hanno visto restringersi il mercato del sesso, e il traffico ridursi. Questo è un successo per quei paesi come Stati nazionali, e l’adozione da parte del Parlamento europeo del “modello nordico” offre la possibilità di replicare questo progresso in tutta l’Europa.

● gli atteggiamenti cambiano laddove l’acquisto di atti sessuali è criminalizzato: le ricerche, come quelle svolte in Svezia, dimostrano in modo consistente che un’ampia maggioraza ora pensa che l’acquisto di atti sessuali è inaccettabile [nota 1]. La legislazione è uno strumento potente per definire e per cambiare quel che è, e quel che non è, un comportamento socialmente accettabile.

Mentre prendiamo atto che alcune donne dicono di considerare il loro vendere atti sessuali qualcosa di personalmente ed economicamente gratificante, queste storie individuali non costituiscono argomento per legittimare la prostituzione come un’istituzione sociale.

Il sistema prostituente è un sintomo delle diseguaglianze che permangono tra donne e uomini: la disuguaglianza retributiva tra donne e uomini; la sessualizzazione dei corpi delle donne nella cultura di massa; le storie di violenza e di abuso sia nell’infanzia che in età adulta che stanno all’origine dell’ingresso di molte donne nell’industria del sesso. La persistenza di queste diseguaglianze economiche e sociali in ogni paese Europeo (e globalmente) è ben documentata da un’abbondante produzione di ricerche accademiche. Nel loro insieme, queste stratificazioni di svantaggi, di cui fanno esperienza le donne, significano che le cosiddette “libere” scelte sono attualmente decisioni prese in condizioni di diseguaglianza e discriminazione ancora esistenti.

Le decisioni delle donne non dovrebbero essere misurate semplicemente a partire dal momento in cui esse finiscono (nella prostituzione), ma a partire dalle circostanze nelle quali le loro scelte devono essere fatte. Le scelte fatte in condizioni di diseguaglianza non possono essere considerate “libere”.

Il Rapporto Honeyball è un punto fermo perché sposta l’attenzione sulle scelte che gli uomini fanno di comprare atti sessuali. Ricerche sistematiche, dalla Finlandia [nota 2] e dal Regno Unito [nota 3], rivelano in particolare che gli uomini che pagano per atti sessuali lo fanno perché credono che urgenze biologiche li portino ad “avere bisogno” di sesso da una varietà di donne diverse. Alcuni uomini riferiscono esplicitamente che essi comprano atti sessuali perché si tratta di un contesto situazionale in cui essi non devono pensare alle donne come ad esseri umani uguali a loro, con loro propri sentimenti, desideri e richieste. Le esperienze di prostituzione proprie degli uomini, così come sono raccolte in siti come The Invisible Man [nota 4], forniscono un quadro agghiacciante della realtà della prostituzione per le donne: un quadro di violenza, disperazione, subordinazione e disprezzo.

È per questo che il Rapporto Honeyball si esprime con chiarezza sul fatto che l’idea e la realtà che i corpi delle donne possano essere comprati – e venduti – dagli uomini, e per gli uomini, allo stesso tempo, crea relazioni gerarchiche tra donne e uomini e le perpetua.

La prostituzione, come stabilisce il Rapporto Honeyball, è tanto una forma, quanto una causa e una conseguenza, della disuguaglianza di genere. Realizzare l’eguaglianza di genere significa fare dei passi verso un mondo dove il progresso vada oltre il miglioramento dello stato delle singole donne in condizioni di discriminazione, ma si rivolga a cambiare queste condizioni. Il criminalizzare l’acquisto di atti sessuali, decriminalizzando coloro che li vendono, e provvedendo sostegno specialistico alle donne perché siano in grado di lasciare la prostituzione, sono misure che si indirizzano direttamente contro le diseguaglianze di genere.

Ciò che deciderete con il vostro voto, questa settimana, è se cambiare o no la finzione che sia naturale e inevitabile per gli uomini comprare l’accesso ai corpi delle donne per la cessione di sesso, e se cambiare o no questa forma di diseguaglianza di genere profondamente radicata.

Il Parlamento Europeo ha un’occasione storica per agire come un faro globale sul tema dell’eguaglianza di genere, seguendo l’esempio pionieristico costituito dai paesi Nordici. Noi sollecitiamo voi e i membri del vostro partito a non sprecarla, e a votare per la mozione Honeyball.

24th February 2014

[N.B.: Le affiliazioni istituzionali delle persone fimatarie sono fornite a scopo di identificazione. I punti di vista, le opinioni e le posizioni espresse dalle persone firmatarie non riflettono necessariamente punti di vista, le opinioni e le posizioni di quelle istituzioni]

1. Dr Maddy Coy, Reader in Sexual Exploitation and Gender Equality, London Metropolitan University
2. Dr Helen Pringle, Senior Lecturer, School of Social Sciences, University of New South Wales, Australia
3. Dr Esohe Aghatise, Visiting Lecturer, United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (UNICRI), Turin and Faculty of Law, University of Turin (Master of Laws in International Crime and Justice Programme), Italy
4. Professor Ivana Bacik, Law School, Trinity College Dublin, Ireland
5. Professor Kathleen Barry, PhD, Professor Emerita, Penn State University, US
6. Dr Karen Bell, Faculty of Social Sciences and Law, University of Bristol, UK
7. Janine Benedet, Associate Professor, Faculty of Law, University of British Columbia, Canada
8. Ciaran Benson, Emeritus Professor of Psychology, University College Dublin, Ireland
9. Dr Oona Brooks, Lecturer in Criminology, The Scottish Centre for Crime and Justice Research, University of Glasgow, UK
10. Thema Bryant-Davis, Associate Professor of Psychology, Pepperdine University, US
11. Lisa Carson, doctoral researcher, University of Melbourne, Australia
12. Heather Cole, doctoral researcher, London Metropolitan University, UK
13. Dr Emma Dalton, Lecturer, Japanese Studies Research Institute, Kanda University of International Studies, Chiba, Japan
14. Professor Michelle M. Dempsey, Professor of Law, Villanova University School of Law, US
15. Dr Gail Dines, Professor of Sociology and Women’s Studies, Wheelock College, Boston, US
16. David Duriesmith, doctoral researcher, University of Melbourne, Australia
17. Helen Easton, Senior Lecturer and PhD candidate in Criminology, London South Bank University, UK
18. Gunilla S. Ekberg, international human rights lawyer, PhD in Law candidate, University of Glasgow, UK
19. Fiona Elvines, doctoral researcher, London Metropolitan University, UK
20. Professor Maria Eriksson, Professor of Social Work, School for Health, Care, and Social Welfare, Mälardalen University, Sweden
21. Dr Elizabeth Evans, Faculty of Social Sciences and Law, University of Bristol, UK
22. Dr Karen Evans, Senior Lecturer, School of Sociology, Social Policy and Criminology, University of Liverpool, UK
23. Dr Matthew Ezzell, Assistant Professor in Sociology, James Madison University, US
24. Kate Farhall, doctoral researcher, University of Melbourne, Australia
25. Dr Melissa Farley, Prostitution Research and Education, US
26. Maria Garner, doctoral researcher, London Metropolitan University, UK
27. Professor Gene Feder, Professor of primary health care, School of Social and Community Medicine, University of Bristol, UK
28. Dr Aisha K. Gill, Reader in Criminology, University of Roehampton, UK
29. Professor Victor Goode, Professor in Law, CUNY Law School, US
30. Dr Kieran McGrath, Visiting Research Associate, Dept of Social Studies, Trinity College, Dublin, Ireland
31. Professor Marianne Hester, Chair in Gender, Violence and International Policy, School for Policy Studies, University of Bristol, UK
32. Dr Miranda Horvath, Reader in Forensic Psychology, Middlesex University, UK
33. Donna M. Hughes, Professor & Eleanor M. and Oscar M. Carlson Endowed Chair, Gender and Women’s Studies Program, University of Rhode Island, US 4
34. Professor Sheila Jeffreys, School of Social and Political Sciences, University of Melbourne, Australia
35. Dr Robert Jensen, Professor, School of Journalism, University of Texas at Austin, US
36. Helen Johnson, Doctoral Candidate in Criminology, University of Kent, UK
37. Patricia Kelleher, PhD, Adjunct Senior Lecturer in Social Exclusion, University of Limerick, Ireland
38. Professor Liz Kelly, Director, Child and Woman Abuse Studies Unit, London Metropolitan University, UK
39. Dr Christopher Kendall, Barrister, John Toohey Chambers, Honorary Research Fellow, Law School, The University of Western Australia
40. Dr Mark P. Lagon, Professor in the Practice of International Affairs, Georgetown University, and Former U.S. Ambassador at Large to Combat Trafficking in Persons, US
41. Dr Ronit Lentin, Associate Professor, Department of Sociology, Trinity College Dublin, Ireland
42. Dr Nancy Lombard, Lecturer of Sociology and Social Policy, Glasgow Caledonian University, UK
43. Dr Julia Long, Lecturer in Sociology, Anglia Ruskin University, UK
44. Jo Lovett, Senior Research Fellow, London Metropolitan University, UK
45. Professor Kathleen Lynch, UCD Professor of Equality Studies, Head of the UCD School of Social Justice, University College Dublin, Ireland
46. Dr Finn Mackay, Centre for Gender & Violence Research, University of Bristol, UK
47. Catharine A. MacKinnon, Elizabeth A. Long Professor of Law, University of Michigan, James Barr Ames Visiting Professor of Law (long term), Harvard Law School, Special Gender Adviser to the Prosecutor, International Criminal Court, 2008-2012
48. Professor Jeffrey Masson, New Zealand
49. Kristina Massey, Lecturer in Criminal Psychology, Canterbury Christchurch University, UK
50. Professor Roger Matthews, Professor of Criminology, University of Kent, UK
51. Dr Melanie McCarry, Guild Research Fellow, School of Social Work, University of Central Lancashire
52. Professor Hiroshi Nakasatomi, University of Tokushima, Japan
53. Dr Izabela Naydenova, Lecturer, School of Physics, College of Sciences and Health, Dublin Institute of Technology, Ireland
54. Dr Caroline Norma, Lecturer in Global, Urban and Social Studies, RMIT University, Australia
55. Dr Monica O’Connor, Independent Researcher, Ireland
56. Ruth Phillips, doctoral researcher, London Metropolitan University, UK
57. Dr Jane Pillinger, Independent Researcher and Policy Advisor, Ireland
58. Professor Keith Pringle, Professor in Sociology with a specialism in social work, Uppsala University, Sweden; Adjungeret Professor, Aalborg University, Denmark; and Honorary Professor, University of Warwick, UK
59. Dr Kaye Quek, Lecturer in Political Science, University of Melbourne and RMIT University, Australia
60. Jody Raphael, Visiting Professor of Law, De Paul University College of Law, US
61. Professor Janice G. Raymond, Professor Emerita, University of Massachusetts, Amherst, US
62. Dr Emma Rush, Lecturer in Ethics and Philosophy, Charles Sturt University, Australia
63. Nicola Sharp, Research Fellow, London Metropolitan University, UK
64. Professor Helena Sheehan, Professor Emerita, Dublin City University, Ireland
65. Dr Olivia Smith, Lecturer in Criminology, Anglia Ruskin University, UK
66. Dr Mary Sullivan, Independent Researcher, Australia
67. Dr Jackie Turner, Research Fellow, London Metropolitan University, UK
68. Dr Meagan Tyler, Lecturer in Sociology, Victoria University, Australia
69. Dr Bridget Vincent, McKenzie Postdoctoral Research Fellow, University of Melbourne, Australia
70. Max Waltman, PhD Candidate, Department of Political Science, Stockholm University, Sweden 71. Professor Nicole Westmarland, Co-Director, Centre for Research on Violence and Abuse, Durham University, UK
72. Dr Rebecca Whisnant, Associate Professor in Philosophy and Director of Women’s and Gender Studies, University of Dayton, US
73. Dr Emma Williamson, Senior Research Fellow, Centre for Gender and Violence Research, School for Policy Studies, University of Bristol, UK
74. Nusha Yonkova, doctoral researcher, School of Social Justice, University College Dublin, Ireland
75. Dr Eileen Zurbriggen, Professor of Psychology, University of California, Santa Cruz, US.

 

1

[nota 1] Cfr. dati e analisi in M. Waltman (2011) Sweden’s Prohibition of Purchase of Sex: The Law’s Reasons, Impact, and Potential, “Women’s Studies International Forum” 34: 459-460.

[nota 2] A.-M. Marttila (2008), Desiring the ‘Other’: Prostitution Clients on a Transnational Red-Light District in the Border Area of Finland, Estonia and Russia, “Gender, Technology and Development” 12: 31-51.

[nota 3] Si veda, per esempio: M. Coy, M.A.H. Horvath, L. Kelly (2007) ‘It’s just like going to the supermarket’: Men buying sex in East London, London: Child and Woman Abuse Studies Unit (available at www.cwasu.org); M. Farley, J. Macleod, L. Anderson, & J. M. Golding (2011) Attitudes and Social Characteristics of Men Who Buy Sex in Scotland, “Psychological Trauma: Theory, Research, Practice, and Policy” 3(4): 369-383.

[nota 4] Cfr. http://the-invisible-men.tumblr.com/.

 

[l’originale può essere letto qui]

 

Note

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