Sopravvissute contro il silenzio: #Nabrogezpas! La legge abolizionista non si tocca!

Le sopravvissute e attiviste femministe francesi stanno combattendo per difendere la legge abolizionista che depenalizza le persone prostituite e criminalizza sfruttatori e clienti approvata due anni fa. La lobby pro-prostituzione ha presentato una QPR (questione prioritaria di costituzionalità) al Consiglio Costituzionale sostenendo che la legge impedisce la “libertà d’impresa”, un argomento analogo a quello usato dagli avvocati di Tarantini che hanno sollevato la questione della costituzionalità della legge Merlin. L’obiettivo in Italia e in Francia è lo stesso: dichiarare la prostituzione un lavoro come un altro occultando la violenza che subiscono le persone prostituite dando il potere totale a papponi e clienti prostitutori di sfruttare impuniti i corpi delle donne e dei minori. La naturale conseguenza di un’eventuale dichiarazione di incostituzionalità della legge francese e della Merlin è infatti la regolamentazione con gli effetti che ben conosciamo dopo l’esperimento in Germania e Nuova Zelanda con un aumento esponenziale delle persone prostituite uccise, aumento della tratta, gravi violazioni di diritti umani, banalizzazione e normalizzazione della violenza con pratiche sessuali sempre più violente e pericolose a cui è impossibile dire di no visto che sono ormai i proprietari di bordello e agenzie di escort sfruttano senza violare la legge, sono infatti normali imprenditori. Prima dell’approvazione della legge abolizionista 8 persone prostituite erano state uccise da clienti prostitutori perché come dicono le sopravvissute: Non è la legge che uccide, sono i clienti. Sono 60 le associazioni che hanno firmato l’appello che le femministe abolizioniste francesi ci hanno autorizzato a tradurre, 13 delle quali si sono costituite. Di tutto questo il Consiglio Costituzionale dovrà tenere conto.

Allo stesso modo anche noi di Resistenza Femminista abbiamo lanciato una campagna in difesa della legge Merlin #IosonoLinaMerlin e abbiamo partecipato insieme ad altre 7 associazioni (Differenza Donna, Salute Donna, UDI Napoli, Iroko, Rete per la parità, Donne in quota, Lef-Italia) ad un’azione in difesa della nostra legge: abbiamo presentato un atto di intervento alla Consulta, l’atto è stato depositato e sarà letto da tutti i membri. I giudici inoltre dovranno sentire la nostra avvocata.

Vogliamo unire la nostra voce a quella delle sopravvissute francesi: sopravvissute contro il silenzio! La legge abolizionista, la legge Merlin non si toccano!

Resistenza Femminista aderisce all’appello, vi chiediamo di farlo girare e di firmare anche voi la lettera in sostegno delle femministe francesi che trovate qui.

 

Comunicato Stampa

 

N’ABROGEZ PAS ! #nabrogezpas

 

Parigi 20 dicembre 2018

 

L’uomo fa quello che vuole, lo impone. Compra la tua indigenza. La prostituzione non esisterebbe senza la domanda maschile.

Anna Darbes, sopravvissuta francese

 

La prostituzione non è ne sesso ne lavoro. È violenza sessuale

Rachel Moran sopravvissuta irlandese

 

Esistono diritti costituzionali inderogabili come la dignità. Il modello abolizionista è l’unico che rispetta questo diritto.

Mickey Meji sopravvissuta Sud Africa

 

Non posso permettere alle persone di parlare al nostro posto, non è possibile che gli uomini possano stuprare grazie al denaro.

Rosen Hicher, sopravvissuta, Francia

 

Una mobilitazione eccezionale che denuncia forte e chiaro:  #nabragezpas! Non si abroga!

 

Il Consiglio Costituzionale è stato chiamato in causa per una questione prioritaria di costituzionalità con l’obiettivo di abrogare la proibizione dell’acquisto di atti sessuali risultante dalla legge approvata il 13 aprile 2016 che ha rinforzato la lotta contro il sistema prostituente e il sostegno alle persone prostituite.

Più di 60 associazioni che lottano contro la violenza maschile sulle donne e i bambini/e così come personalità femministe si stanno mobilitando e hanno chiesto al Consiglio Costituzionale di ascoltare le parole delle sopravvissute e di non abrogare la legge.

Tra queste 13 associazioni si sono già costituite di fronte al Consiglio Costituzionale in difesa della legge: Osez le Féminisme !, la CLEF (Coordination pour un lobby européen des femmes, che riunisce 67 associazioni), le Mouvement du Nid, Mémoire Traumatique et Victimologie, l’Amicale du Nid, CAP international, Zéromacho, la Fondation Scelles, l’AVFT (Associazione che lotta contra la violenza sulle donne sul lavoro), le CFCV (Collettivo femminista contro la violenza), la Maison des femmes de Paris, EACP (Azione contro lo sfruttamento sessuale), Regards de femmes (insieme a Yvette Roudy) difenderanno davanti al Consiglio il mantenimento di questa legge essenziale. Tutte le altre associazioni si sono unite a questa iniziativa (per la lista completa vedi in fondo a questo appello).

Non ci può essere uguaglianza tra uomini e donne senza la lotta contro la violenza sessuale e il sessismo inclusa la prostituzione.

Perché le donne e i bambini più vulnerabili, migranti, rifugiati, persone appartenenti ad etnie e minoranze sociali, vittime di violenza sessuale nell’infanzia sono le prime vittime della prostituzione. Questa legge le protegge.

Perché è proprio questa vulnerabilità che i “clienti” prostitutori sfruttano imponendo un atto sessuale con i soldi del tutto indifferenti all’età o alla condizione della persona che comprano. Pagano per avere il diritto di fare quello che vogliono della persona prostituita. Questa legge mette fine alla loro impunità.

Perché la prostituzione, la ripetizione di atti sessuali non desiderati, ha conseguenze fisiche e psicologiche analoghe alla violenza e alla tortura sulla salute delle persone prostituite: sindrome da stress post-traumatico, depressione, suicidio, dissociazione traumatica. Questa legge ha lo scopo di diminuire il numero delle vittime.

Perché è falso dire come coloro che hanno presentato istanza di QPR [question proritaire de constitutionnalité-questione prioritaria di costituzionalità] che in Francia è la legge del 16 aprile che uccide. Sono gli sfruttatori e i “clienti” della prostituzione che uccidono. Infatti, nel 2014, 2 anni prima della legge, 8 persone prostituite sono state uccise e ogni volta che l’assassino è stato identificato si trattava di un cliente prostitutore. Questa legge riconosce che la prostituzione è violenza.

Perché la proibizione dell’acquisto di atti sessuali e la lotta contro la commercializzazione degli esseri umani ha un valore normativo forte e positivo, specialmente sui giovani. Questa legge rinforza la lotta contro la prostituzione dei minori.

Perché ogni euro speso da un “cliente” prostitutore alimenta lo sfruttamento e la tratta di esseri umani (80% delle persone prostituite in Francia) e quindi l’acquisto di donne e bambini a scopo di sfruttamento sessuale. Questa legge è uno strumento contro lo sfruttamento e la tratta.

Perché coloro che hanno presentato istanza di QPR privilegiano la libertà del commercio ai principi d’uguaglianza, della dignità umana e dell’indisponibilità del corpo umano.

Perché abrogare la penalizzazione dei “clienti” della prostituzione in nome della “libertà d’impresa” invocata da chi ha presentato l’istanza significa ammettere che la prostituzione è un’attività commerciale come un’altra e rendere possibile la sua organizzazione facendo diventare legale lo sfruttamento sessuale delle persone come in Germania.

La campagna #Nabrogezpas ha lo scopo di interpellare il Consiglio Costituzionale sulla necessità fondamentale di mantenere questa legge. Ha anche lo scopo di interpellare il governo (la cui grande causa del quinquennio è la lotta contro la violenza sulle donne) perché difenda questa legge di fronte al Consiglio Costituzionale.

 

Firmatari

 

Collectif national droits des femmes (CNDF), Osez le féminisme !, Collectif féministe contre le viol (CFCV), FEMEN, Fédération nationale solidarité femmes (FNSF/39 19), la CLEF (Coordination pour un lobby européen des femmes), Mémoire traumatique et victimologie, Femmes solidaires, Elues contre les violences faites aux femmes, Regards de femmes, Marche Mondiale des femmes, CQFD Lesbiennes féministes, FDFA (femmes pour le dire, femmes pour agir), CNFF, Choisir la cause des femmes, L’égalité c’est pas sorcier, Clara Magazine, Coalition against Trafficking in Women, Réseau féministe Ruptures, Amicale du Nid, Mouvement du Nid, Fondation Scelles, Le monde à travers un regard, CRIFIP, AFCJ, EACP, L’escale, MJF, ACPE, Cadac, SOS les mamans, CNIDFF, Le CRI, Zonta club de France, CAP international, Fit une femme un toit, Chiennes de garde, CPL, Zeromacho, Résistances de femmes, SOS sexisme, Encore féministes, Rajfire, Fédération nationale GAMS, Maison des femmes de Paris, Planning familial 75, Zero impunity, l’Assemblée de Femmes, Alliance des femmes, La ligue du droit international des femmes, Réussir l’égalité femmes hommes, Libres MarianneS, Femmes migrantes debout, Féministe Euromed (IFE-EFI), Collectif lesbiennes féministes Bagdam, PCF, Les trois quarts du monde, Lobby européen des femmes, Espace Simone de Beauvoir, Collectif alouette, Alliance des femmes, Mue, Moi aussi amnésie, Association française des femmes médecins, Association francophone des femmes autistes, Réseau international des Mères en lutte, Abandon famille Tolérance zero, Collectif Droits des femmes 21.

 

 

 

 

 

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