Lettera aperta a rabble.ca della Asian Women Coalition Ending Prostitution

 

L’attacco a Meghan Murphy da parte di maschilisti e sostenitori/sostenitrici dell’industria del sesso ha provocato la reazione compatta del femminismo globale. La petizione in risposta al tentativo di far perdere il lavoro alla nostra compagna ha raccolto circa 2500 firme, la lettera scritta in suo sostegno è stata tradotta da gruppi femministi di varie nazionalità con cui collaboriamo in francese, tedesco, spagnolo ed è stata tradotta da noi in italiano. Alcune importanti associazioni di sopravvissute alla prostituzione hanno scritto a rabble.ca per difendere Meghan dalle calunnie che l’hanno colpita e per rivendicare come l’attivista sia stata l’unica ad aver garantito loro uno spazio sicuro per parlare della realtà violenta dell’industria globale del sesso che sfrutta e riduce in schiavitù milioni di donne nel mondo. EVE e Cherry Smiley della Indigenous Women against the Sex Industry nelle loro lettere parlano di capitalismo globale neoliberista, colonialismo imperialista ed oppressione delle donne più povere, socialmente svantaggiate, emarginate a causa del razzismo e dall’assenza di diritti e vere alternative alla realtà violenta della prostituzione. La lettera più recente uscita a sostegno di Meghan Murphy è quella della Asian Women Coalition against prostitution che è stata tradotta in francese e tedesco e adesso qui in italiano. In questa lettera donne asiatiche, indigene e di colore spiegano come la prostituzione e la pornografia colpiscano maggiormente le donne vittime di razzismo, relegate ai margini della società canadese. Le attiviste chiedono con forza a rabble.com (che si dichiara giornale di sinistra) di abbandonare la logica neoliberista dei sostenitori dell’industria del sesso, dando parola invece alle sopravvissute e a tutte quelle femministe che lottano nonostante la povertà e l’emarginazione per la liberazione delle donne e le bambine nel mondo. 

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Cari Editori e Fondatori di rabble.ca,

Vi scriviamo perché siamo rimaste profondamente turbate dalla vostra risposta alla recente campagna di diffamazione contro la scrittrice, opinionista e compagna di sinistra Meghan Murphy.

Siamo veramente deluse della dichiarazione che avete rilasciato riguardo agli attacchi e alle petizioni contro Meghan. È preoccupante che Rabble ripeta le accuse calunniose messe in piedi contro Meghan piuttosto che articolare una difesa del suo diritto ad avere e a presentare opinioni critiche nei confronti dell’industria del sesso e dei suoi sostenitori. Abbiamo notato che la vostra dichiarazione dà soddisfazione e dedica un’attenzione fuori luogo a coloro che calunniano Meghan.

Attaccare Meghan per il solo fatto di aver usato il suo spazio per presentare analisi femministe e critiche ha come conseguenza immediata quella di sopprimere e intimidire coloro a cui queste analisi danno voce. Come donne di colore e donne indigene adesso sappiamo con certezza che il nostro dissenso non trova ascolto da Rabble. La vostra tirannica complicità e osservanza del dettato neoliberista avviene a discapito delle donne di colore e delle donne indigene che lavorano per mettere fine al razzismo, al sessimo e al colonialismo nel bel mezzo di una povertà devastante che ci è imposta dal capitalismo selvaggio e dall’agenda politica imperialista. Ci aspettiamo più apertura, prassi democratica e rigore intellettuale da voi che vi vantate di essere progressisti e dichiarate apertamente la vostra alleanza con gli oppressi.

La pornografia e la cultura popolare rappresentano le donne indigene come “squaws”, le donne asiatiche come “geishe” e le donne di colore come esseri animaleschi-disponibili per qualsiasi forma di sesso con qualsiasi persona e in qualsiasi momento. Queste immagini di consumo facile che garantiscono profitti servono ad emarginare ulteriormente le donne vittime di razzismo, in quanto questi tipi umani stereotipati sono trasformati in beni da scambiarsi come merci in cambio di denaro e in questo modo incoraggiano la domanda di prostituzione per queste donne, che hanno già scelte molto limitate davanti a sé. Nella nostra società le donne indigene, le donne asiatiche e le donne di colore vivono immerse in un sessismo razzista. L’idea di riconoscere a tutte le donne “la pari opportunità” di essere oggettificate non aiuta a fermare il razzismo e il sessimo. Questa mercificazione invece ha conseguenze estremamente negative in particolare per le donne di colore più povere, appartenenti alla classe proletaria.

Prendiamo come esempio il fenomeno dei centri massaggi asiatici e la pubblicità che li accompagna, tutto questo è servito a normalizzare la prostituzione delle donne asiatiche, come pure a rinforzare la nozione razzista e sessista per cui le donne asiatiche sarebbero naturalmente o intrinsecamente inclini alla prostituzione. Nella maggioranza dei casi le donne asiatiche prostituite nei centri massaggi non hanno nessun diritto riconosciuto in Canada. Nessuno sfruttatore o nessuna persona che tragga profitto dall’industria del sesso ha mai lottato perché alle donne immigrate venga riconosciuto il diritto alla residenza e a una sicurezza sociale ed economica in Canada. Quando queste persone affermano di sostenere i diritti delle donne immigrate a non essere deportate, in realtà il loro vero obiettivo è quello di spingere sempre più donne dentro la prostituzione, nascondendosi dietro lo slogan del “sostegno alle migrant sex workers”: ma si tratta solo di un modo per approfittarsi del fatto che molte di queste donne immigrate non sanno parlare inglese e sono vulnerabili economicamente.

Piuttosto che attaccare una di noi per costringere al silenzio le donne di colore e le donne indigene, chiediamo con forza che Rabble metta in discussione Playboy, Allure Magazine e il femminismo che sostiene la lobby dei papponi/clienti/gestori di bordelli. Ci aspettiamo che Rabble sostenga le femministe che lottano per smantellare la cultura dello stupro che deumanizza le donne di colore e normalizza la domanda maschile che si fonda sul sessismo razzista. Vi chiediamo con forza di difendere il diritto delle femministe a difendersi e a lottare, proprio perché siamo impegnate in una lotta organizzata per cambiare l’attuale ordine sociale dove le donne asiatiche, le donne di colore e le donne indigene sono tenute a servire il privilegio maschile.

Vi chiediamo pertanto di ripensare e di tenere presenti le vostre responsabilità e il vostro impegno come persone di sinistra che gestiscono una pubblicazione di sinistra. È urgente che voi vi facciate promotori di un cambiamento sociale che metta in crisi l’attuale società sessista, razzista, colonialista e capitalista in cui purtroppo viviamo. Vi chiediamo di evitare di continuare a speculare e a inventare scuse a favore di questa ideologia distruttiva che giustifica il capitalismo corporativo, che serve solo a mantenere gerarchie di razza, genere e classe. Lanciamo un appello perché possiamo costruire un’alleanza piuttosto che arrivare a una rottura a causa di divergenze, derisioni, attacchi.

Cordialmente,

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