Abolizione della Gestazione Per Altri e abolizione della prostituzione: stessa lotta contro il patriarcato

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Pubblichiamo l’articolo di Geneviève Duché, presidente de L’Amicale du Nid. apparso sul sito Sisìphe http://sisyphe.org/spip.php?article5252   pochi giorni prima che il Parlamento francese approvasse la proposta di legge che colpisce i clienti della prostituzione e il sistema prostituzionale  http://www.resistenzafemminista.it/la-francia-ha-ascoltato-il-movimento-internazionale-delle-sopravvissute/

N.d.R. L’immagine di copertina è quella del libro Surrogate Motherhood and the Politics of Reproduction di Susan Markens, edito nel 2007, mentre le due immagini che seguono sono tratte dai siti che intermediano la GPA: dunque non da siti contari alla GPA, ma da siti che ne fanno propaganda, dove le stesse immagini parlano da sole; così l’ultima immagine, tratta da un articolo giornalistico “possibilista”, che di per sé ci sembra sufficiente a rappresentare il dato di realtà.
Scrive Geneviève  che “Prostituzione e gestazione per altri (o maternità surrogata) hanno molte cose in comune, e prima di tutto sono il prodotto di quell’antichissima appropriazione del corpo delle donne da parte degli uomini, su cui si basano il patriarcato e la dominazione maschile. Sono il contrario della libertà e dell’autonomia delle donne. Si inscrivono nel quadro dell’assoggettamento delle donne e nella loro destinazione al piacere degli uomini, sia esso piacere sessuale, sia quello di essere padre senza una donna… Entrambe le cose sono acquisto dell’uso del corpo, una mercificazione che distrugge la dignità e che oggettivizza le persone, e più spesso le persone più vulnerabili”.

Anche noi siamo convinte, come ha scritto qualcuna, che “questo commercio è una delle versioni contemporanee della riduzione dei corpi delle donne a corpi di servizio, intendendo il servizio nei due aspetti che possono essere svolti da un corpo sessuato femminile: il servizio sessuale e quello generativo”. E che “è questo il doppio compito che la cultura patriarcale ha sempre assegnato alle donne, congiunto che esso fosse in una stessa persona, anzi, in un unico corpo femminile, o disgiunto che fosse, nell’assegnazione dei due compiti distinti a due donne diverse, o a due categorie di donne allo scopo istituite”. Cambiano le forme della vita associata e dell’economia, e insieme cambiano le modalità attraverso le quali, ancóra, si realizza l’asservimento delle donne: noi questo asservimento non vogliamo cambiarlo, vogliamo abolirlo. Buona lettura!

Giovedì 31 Marzo 2016

Abolizione della Gestazione Per Altri e della prostituzione, stessa lotta contro il patriarcato

Di Geneviève Duché, femminista, universitaria, presidente de l’Amicale du Nid http://sisyphe.org/spip.php?auteur1899

Prostituzione e gestazione per altri (o maternità surrogata) hanno molte cose in comune, e prima di tutto sono il prodotto di quell’antica, antichissima, appropriazione del corpo delle donne da parte degli  uomini, su cui si basano il patriarcato e la dominazione maschile. Sono il contrario della libertà e dell’autonomia delle donne. Si inscrivono nel quadro dell’assoggettamento delle donne e nella loro destinazione al piacere degli uomini, sia esso piacere sessuale, sia quello di essere padre senza una donna (una fantasia molto antica).

Entrambe le cose sono acquisto dell’uso del corpo, una mercificazione che distrugge la dignità e che oggettivizza le persone, e più spesso le persone più vulnerabili.

Mercificazione e globalizzazione

Da qualche anno, la banalizzazione della prostituzione si svolge nel contesto della globalizzazione, della tratta degli esseri umani, che non cessa di aumentare dappertutto, così come la sua visibilità, con le migrazioni forzate o meno, e con quello che si chiama “turismo sessuale”. Questi fenomeni non sono che l’orrore di uno sfruttamento metodico della povertà e della miseria per mezzo dello stupro a pagamento di donne e bambine.

Ovunque nel mondo, la prostituzione cresce, nelle forme neocolonialiste (migrazioni verso i paesi ricchi e “turismo sessuale”), ma anche come pratica i cui clienti sono in aumento fra gli uomini dei paesi dominati o in via di sviluppo.

La compiacenza verso la prostituzione e dunque la complicità con questa violenza  si fonda sulla rappresentazione di una sessualità maschile aggressiva e ridotta a una pulsione che conviene non gìà mettere in discussione, ma soddisfare, a costo di destinarle  una categoria  di donne e uomini, le/i prostituite/i.

La crisi economica, l’accrescersi delle disuguaglianze, l’aumento della precarietà e della povertà in alcuni territori, come fenomeni che riguardano particolarmente le donne, preparano il terreno a questa compiacenza e sono un fattore molto importante dell’aumento della prostituzione. Questo porta i pro-prostituzione a recitare la parte di virtuosi che gridano allo scandalo e a fustigare gli affamatori del popolo che chiedono di abolire la prostituzione, penalizzare i clienti e così privare di risorse economiche le persone prostituite .

Per la maternità surrogata è la stessa cosa: le più povere sono organizzate in battaglioni di uteri-contenitori a beneficio delle coppie che possiedono il denaro.

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Non si può accettare, come giustificazione della prostituzione e della GPA, l’idea che le donne, diventando più autonome e più libere in tutto, abbiano il diritto di vendere ciò che vogliono.  È esattamente il contrario quello che succede. È la loro dipendenza e la loro povertà che permette l’imprenditoria su di esse e la redditività per altri sui loro corpi.

Noi dobbiamo rifiutare la deumanizzazione del mercato-totale, la dominazione dello scambio economico e del contratto, che fanno legge e che normano le relazioni interpersonali e che rafforzano il patriarcato.

Gestazione per altri e prostituzione, il patriarcato riaffermato.

Non  si può ignorare il cambiamento del termine e il passaggio di “maternità surrogata” a “gestazione per altri” che trasforma l’uso patriarcale di un utero in una sorta di dono, ciò per cui le donne sarebbero naturalmente disposte! “Utilizzare i termini di gestazione per altri è mascherare una pratica sociale violenta con discorsi sentimentali e lenitivi.” Scrive il collettivo per il rispetto della persona (CORP).GPA

Per Carole Pateman: “ Quando il corpo della donna è una merce messa in vendita sul mercato capitalista, i termini del contratto originale non possono essere dimenticati; la legge del diritto sessuale maschile è pubblicamente affermata e gli uomini sono pubblicamente riconosciuti come i padroni sessuali delle donne; ecco cosa non va nella prostituzione” [1] La sua riflessione sbocca naturalmente su quest’altra forma di utilizzazione dei corpi delle donne, “la maternità surrogata”.

È sufficiente citarla per comprendere la lucidità e la forza della sua analisi:

«La qualificazione di “surrogata” indica che l’oggetto del contratto è di togliere tutto il significato alla maternità e di contestare che la surrogata sia una madre. Una donna che  conclude un contratto di maternità surrogata non è pagata che per (gestare) un bambino [..] ciò che equivarrebbe alla vendita di un bambino [..] ella è retribuita per aver concluso un contratto che permette a un uomo di fare uso dei suoi servizi. Il contratto verte  sull’uso  della proprietà che una donna ha del suo proprio utero.

Se l’utero di una donna non è niente di più di una proprietà alla quale la donna è legata in maniera oggettuale, esso è analogo a un contenitore vuoto [..] e pertanto questo contenitore vuoto può essere ceduto per contratto a un uomo perché lo riempia del suo seme e, in un altro esempio di creatività maschile, perché egli crei così una sua nuova proprietà.

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http://news.nationalpost.com/full-comment/frances-woolley-surrogate-motherhood-the-case-for-commodification

In una intensificazione spettacolare del dispositivo patriarcale, il contratto di maternità surrogata permette all’uomo di donare alla sua compagna o al suo compagno il dono ultimo: un bambino»… per mezzo del denaro.

Infine: «in questo contratto, la donna rispetto alla sua proprietà ha esattamente la stessa relazione di estraneità che ha l’uomo in rapporto alla sua forza lavoro o al suo sperma.

Il racconto del contratto sociale è la più importante storia dell’uomo che dà la vita politicamente, ma con il contratto di maternità surrogata e grazie alla potenza creatrice del mezzo politico del contratto, gli uomini possono appropriarsi ugualmente della genesi fisica. La forza creatrice del seme maschile trasforma la proprietà vuota ceduta da un “individuo” (una individua) in una nuova vita umana. Il patriarcato in senso letterale torna sotto una nuova forma”.

Una nuova forma di patriarcato tenta di costruirsi su una società di proprietari che scambiano parti del loro corpo, che trasformano le donne in contenitori e orifizi per la produzione di piacere o di bambini, semplici prodotti con valore di scambio.

Non si può dunque che abolire sia la prostituzione che la gestazione per altri, in una volontà e in un’azione umanista e femminista che rifiutano allo stesso tempo il patriarcato e  l’ordine mercificante liberale.

[1]  Le contrat sexuel, di Carole Pateman, Editions La Découverte,Textes à l’Appui, Paris, 2010.

Pubblicato su  Sisyphe http://sisyphe.org/, il 31 Marzo 2016; traduzione dal testo francese di un’amica di ResistenzaFemminista; revisione a cura della redazione di Resistenza Femminista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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